Wednesday, July 31, 2013

Bush fire sul nostro tragitto

Notando una nuvola un po' fuori posto nel  cielo azzurro, e appurato che si tratta di un incendio nel bush, ho consultato il sito locale, essendoci qui copertura 3G. 
Visto come la prendono sportiva, pur con le cautele del caso, avanziamo in fretta dato che il vento al momento porta il fumo nella direzione opposta a dove siamo noi. Ecco il report, per chi legge in inglese, ma il succo si capisce anche con una minima infarinatura...

Updated: 10 min 9 sec ago

Bushfire ADVICE for the Derby Highway between Gibb River Road and Great Northern Highway in the Shire of Derby West Kimberley

44 min 57 sec ago
Category: Fire Alert Summary: A bushfire ADVICE remains in place for the Derby Highway between the Gibb River Road and the Great Northern Highway in the Shire of Derby West Kimberley. Content: ALERT LEVEL:  

A bushfire ADVICE remains in place for the Derby Highway between the Gibb River Road and the Great Northern Highway in the Shire of Derby West Kimberley.  

There are multiple fires burning in the area.  
A complex of fires is burning south of the Gibb River Road, approximately seven kilometres east of the Derby Highway intersection, and another is burning east of the Derby Highway approximately 200 kilometres south of the Gibb River Road intersection. 
There is no threat to lives or homes but there is a lot of smoke in the area. Although there is no immediate danger you need to be aware and keep up to date in case the situation changes.   
WHAT TO DO: 
• Stay alert and monitor your surroundings. 
• Watch for signs of a bushfire, especially smoke and flames. 
• Close all doors and windows, and turn off evaporative air conditioners but keep water running through the system if possible. 
• Read through your bushfire survival plan. 
• If you do not have a plan decide what you will do if the situation gets worse. 
IF DRIVING: 
• Be extremely careful when travelling through the area. 
• Turn your headlights on and drive slowly. 
• Watch for emergency services personnel and follow their directions. 
• If you cannot see clearly, pull over, keep your headlights and hazard lights on, and wait until the smoke clears. 
• If you have a respiratory condition and you have been affected by smoke you should contact your local doctor or call Health Direct on 1800 022 222
ROAD CLOSURES:  
No roads are closed.  
Motorists should avoid the area and be aware of fire and other emergency services personnel working on site.  
BUSHFIRE BEHAVIOUR:  
The bushfires are contained and not controlled.  
WHAT FIREFIGHTERS ARE DOING:  
DFES staff are flying over the fires this morning to monitor the area.  
The fires were first reported on Monday 29 July. 
It is estimated that the fires have burnt through approximately 5000 hectares each. 
CAUSE:  
The cause of the fires is unknown.  
AGENCY RESPONSIBLE:  
DFES is managing the fire.  
KEEP UP TO DATE: 
Visit www.dfes.wa.gov.au, call 1300 657 209 or listen to news bulletins. 

The next update will be provided by 4pm today unless the situation changes.  Publication Time: 1/08/2013 9:57 AM

Tuesday, July 30, 2013

Broome - giorno 3- the flu

Purtroppo oggi non è una buona giornata. Pensavo di averla fatta franca qui al calduccio e invece devo aver preso la gastroenterite. Già ieri sera non avevo molta voglia di mangiare e stanotte si sono presentati i classici crampi allo stomaco che non preludono a nulla di buono. Al risveglio sono arrivati anche i dolori articolari e, dopo un maldestro tentativo di andare in spiaggia, finito in 50 metri, ho dovuto capitolare ai 38 gradi di febbre che il termometro mi indica, nonché salutare la colazione fatta controvoglia. Per fortuna che avevo già raggiunto il camper, sull'erbetta a tappeto del resort lussuosissimo qui davanti tra le buganvillee non sarebbe davvero stato dignitoso, semmai tale attività lo sia;-)). Presi tutti i miei rimedi dalla fornitissima cassetta omeopatica, ora sto un po' meglio dai dolori e dalla nausea, qualche grissino gluten-free è andato giù, ma la febbre a 38 è rimasta. Confido che, se sto già un pochino meglio, domani avvenga un miglioramento più deciso che ci consenta di riprendere il viaggio verso nord-est. Se così non fosse, e la febbre salisse, resteremo un altro giorno qui e poi ci faremo una guidata più lunga, come tre giorni fa. Da notare che io avrò avuto episodi di vomito tre volte dalla nascita, è la gola che in genere mi fa in briciole, rarissimo la gastroenterite. E proprio qui nel paradiso in terra mi aspettava... Dato che più di qualche stagione invernale noi in Europa soccombiamo alla Australiana, coltivo la speranza che magari la sofferenza odierna mi vaccini naturalmente almeno un po' contro ciò che passerà da noi, chissà. 
Come letto di dolore potrebbe andare peggio che sotto le palme...



Broome - giorno 2

Oggi abbiamo dedicato una giornata a Cable Beach, ci voleva, per quanto scopriamo di non essere affatto stanchi come ci saremmo aspettati a questo punto del viaggio. Le tre notti programmate qui a Broome sono comunque una piacevole sosta e ci consentono di usufruire delle comodità di una cittadina un po' più estesa delle precedenti. Cable Beach è una enorme spiaggia di sabbia candida, lunga 22 km con zone di rocce piatte brillantissime. È talmente ampia che può essere percorsa per metà della sua lunghezza in fuoristrada, essendo deserta per la maggior parte. I Grey Nomads di cui ho già scritto hanno preso il monopolio della zona più selvaggia, praticandoci il nudismo. In genere arrivano con i fuoristrada, piazzano letteralmente le tende e le sedie da campeggio e poi via, tutt'uno con la 'matura' natura. Dall'altra parte rispetto all'ingresso principale c'è una piccolissima zona di ombrelloni a noleggio, (una rarità, si vede che è una località turistica) e quella è l'unica area sorvegliata dal lifeguard. Per il resto, i cartelli ti avvisano e poi libero di fare ciò che credi. Non ho mai visto una spiaggia di queste proporzioni e devo dire che le tre ore di camminata non ci davano la minima idea di avanzare, lo spazio davanti a noi restava a perdita d'occhio come non mai. 

Broome in bloom...


Bagnanti avvisati....


...non sempre salvati....





The good life....



The sunset on Cable Beach




... e cosí è finito un altro giorno a Broome... ed è cominciata la notte! La piazzola di stasera è attigua alla cucina comune che altro non è se non una tettoia e, dalle 6.30, impazza una grigliata improvvisata da una banda di Grey Nomads, che hanno coinvolto varie coppie, fino a formare un bel gruppetto vivace con due Tasmani, due Kiwi, due Queenslander, due Sud Africani... E non si limitano a raccontare aneddoti e scambiarsi informazioni di viaggio e commenti sui vari Englishes parlati da ognuno (che io mi godo tutti grazie alla privacy fornita da una pianta grassa mentre scrivo), ma se la ridono a crepapelle al ritmo di Lily Allen, 'fuck you' e tutto il resto dell'album. Ora ormai sono le 9.30 e il coprifuoco del campeggio che incombe tra mezz'ora li sta facendo scomparire nelle loro dimore portatili pronti domani per nuove avventure. 
Resiste la coppia organizzatrice... io no, buona notte a tutti. 
















Monday, July 29, 2013

Broome - giorno 1

Ieri mattina abbiamo lasciato la De Grey rest area dopo qualche foto al bellissimo fiume con la luce del giorno, che ci ha svegliato alle 6.15 con la magia dell'alba nel bush. 

Questo è ciò che ho visto appena sveglia, ho scattato ancora dal sacco a pelo, nonostante i vetri del finestrino.


Poi sono uscita...


Il bosco di eucalipti dell'area di sosta nella luce dell'alba...


Il fiume De Grey


Il pomeriggio siamo arrivati a Broome, località tropicale di vacanze, ma anche centro del commercio di perle, attività da cui è nata. È incantevole, ha una temperatura media annuale di 28-30 gradi, con una piacevole brezza costante. Il clima è perfetto, non si suda mai. Una breve sosta al supermercato Woolworths ci ha reso consapevoli che, da qui a salire, la presenza degli aborigeni ai margini della vita cittadina diverrà una realtà sempre più tangibile. Intorno ai piccoli centri commerciali e nei parchi si vedono capannelli di gente che semplicemente sta. I ragazzini seguiti dai bimbi più piccoli della comunità si notano mentre vagano all'interno del supermercato o del centro commerciale, il più delle volte scalzi, abitudine che ha contagiato molti abitanti del luogo di discendenza britannica. È facile vedere papà con bimbe o bimbi che fanno la spesa scalzi, in maglietta e pantaloncini, ma scalzi, tanto da spingere alcuni negozi a mettere il cartello 'no shoes, no shirt, no service', in genere comune vicino la spiaggia, non in pieno centro. Sembra quasi che i primigeni proprietari della terra non abbiano letteralmente un posto dove stare, quindi si raggruppano sotto un albero nel parco, spesso in cerchio, e così passano la giornata. Mi viene in mente una parola che in inglese rende bene: displacement, they look displaced. In realtà la reconciliation, come è definita qui, è ancora un processo in corso, sebbene con molti progressi già fatti.

Ieri ci siamo subito goduti uno dei tramonti per cui è famosa Broome dal faro della città, nonchè sito preistorico, ma mooolto preistorico: durante la bassa marea sulle rocce si vedono affiorare le orme di dinosauri apparetenti a varie specie, di cui una indigena, il megalosauropus broomensis, conservate benissimo.

niente filtri (che non ho)... simply Broome...


La pozza che vedete si chiama Anastasia's Pool, è stata modificata da un guardiano del faro per renderla accessibile alla moglie sofferente di dolori artritici... eh che uomini 'sti australiani ;-))?


Pascolavano e cacciavano qui 130 milioni di anni fa....












Sunday, July 28, 2013

The Grey Nomads -29/7/13

Chi sono i grey nomads? Si autodefiniscono così gli anziani campeggiatori australiani che, a bordo di qualsiasi mezzo, viaggiano per campeggi, rest areas, bush e spiagge. La formazione tipo di questa vivace comunità grigia è costituita da: roulotte bassa con espansione superiore adatta al tragitto off road, super fuoristrada, ma fuoristrada, non suv fighetti all'italiana, e barchetta da pesca rovesciata sul tetto dei medesimi. L'alternativa, oltre ai classici camper, è una corriera o un pulmino, anche scolastico, diciamo vintage, ovvero pensionati pure loro dalla funzione di trasporto pubblico, che, come i proprietari, ritrovano nuova vita nella terza età con l'allestimento a casa mobile. I mega motorhomes che si vedono negli Stati Uniti qui non sono molto frequenti, ne abbiamo visti forse 2 in 15 giorni. Vanno più le vecchie corrierone DIY.
In genere sono forniti di generatore e/o pannelli solari e quindi, volendo, autonomi dalle strutture di accoglienza turistiche. L'importante è andare. Molti sono anche corredati da bici e per i meno grigi tra i grigi, da quad! Buona parte, vivendo così per qualche mese o qualche anno, ha pure il cane educatissimo al seguito. Lo spirito sembra essere ancora quello pionieristico, mi costruisco un po' tutto da solo o mi personalizzo ciò che ho comprato e si parte. Data la prorompente natura, si crea una sorta di fratellanza del viaggiatore e non ce n'è uno di questi che non alzi una mano dal volante in segno di saluto quando ti incrociano sulla strada. Stamattina in particolare, sarà la regione remota e ormai tropicale dove svernano, ma è stato tutto un saluto per 540 km. Hanno pure un sito estremamente informativo, di cui mi sono servita anch'io in fase di pianificazione viaggio: http://thegreynomads.com.au/
Ciò che fa pensare è che qualche problemino di salute pur lo abbiamo, dato che sono per la maggior parte più verso i 70 che verso i 60, ma se ne vanno comunque in posti remotissimi irraggiungibili a ogni mezzo sanitario di emergenza, forse Royal Flying Doctors esclusi. Altro che depressione da pensione...

I mezzi...tutti con le barre anti fauna locale ovviamente...




Sono case private...!!







Un Grey Nomad...in questo caso zoppo lui, zoppa la moglie...

...e il suo cagnolino

Nel campeggio di Coral Bay siamo arrivati durante una griglia di salsicce offerta dalla direzione... i commensali erano tutti Grey, ma anche White Nomads, il club di appartenenza superiore, come per i tier dei punti frequent flyer ;-))


The Old Man and the Sea...and the Surf!


Qui vedete la pista di atterraggio dei Royal Flying Doctors segnalata nel cartello fotografato ... è la highway su cui stiamo viaggiando, quindi è bene guardarsi le spalle e il cielo!










Saturday, July 27, 2013

L'abitudine allo straordinario 28/07/13

Il post di oggi lo vedrete domani o anche dopodomani. Che poi è come dire che il post di ieri o l'altro ieri lo vedete oggi, se prendiamo come coordinate il momento della lettura;-)). Niente campo cellulare qui nel nulla, va da sè. La tappa di guida mattutina che si è conclusa alle 13 dopo 540 km di bush ci ha reso consapevoli di come ci siamo abituati a scorgere enormi termitai e canguri; ciò che ieri ci faceva scattare una fotografia dietro l'altra, oggi ci vede passare un po' più spediti. La novità odierna sono monticelli di soli 200-400 m., ma che spesso hanno un nome altisonante (pun intended;-)) tipo Mt. Augustus, 400 m. (intorno a questo c'è addirittura un national park) o 'Mt. Minnie- 210 m'!!





Siamo nella regione del Pilbara, famosa per le miniere di ferro e per gli enormi road trains a quattro rimorchi, nonché terra di mandriani e di un'infinità di bovini allo stato brado, le cui carcasse a ogni stadio di decomposizione punteggiano il ciglio della strada, probabilmente a seguito di un incontro con un road train. Abbiamo viaggiato tra colline verdi e rosse, sotto un cielo azzurro intenso fino a raggiungere al tramonto e dopo 860 chilometri in 9 ore di auto, (letteralmente volate via)  la De Grey River rest area, un'area di sosta gratuita sulle rive del fiume De Grey in cui non ci sono servizi, ma il cielo notturno è indescrivibile... per chi è stato a un planetario moltiplichi per 100 o anche per 1000!  Arrivati alle 18.15, abbiamo subito cenato e alle 7 nel buio più profondo, prese le sedie da campeggio ci siamo seduti all'aperto a guardare la volta vicinissima della Via Lattea circondata da un cielo in cui l'oscurità è in minoranza e cede il passo a una trapunta di stelle che sembra finta tanto è fitta di luci, come farina sul marmo nero. Siamo nel bush per centinaia di chilometri intorno a noi, quindi non esiste inquinamento luminoso di alcun tipo. Gli altri presenti erano già tutti nel dopocena quando siamo arrivati, con i falò davanti alle roulotte e camper. Ora, dato che alle 8.30 la piccola comunità estemporanea è già a nanna, (comunque gli australiani sono molto rispettosi anche nei campeggi, ore 8.30 non vola una mosca) il silenzio è perfetto, rotto solo dai grilli e dai versi di uccelli crepuscolari e notturni. Una muccona selvatica con le corna pascolava due ore fa all'ingresso dell'area di sosta a 10 metri da qui. Speriamo vada a dormire pure lei. Stanotte tende aperte e ci si addormenta guardando il cielo. Come mi piacerebbe avere una macchina fotografica adeguata per regalarvene un po'...

I road trains a quattro rimorchi...




... le sconfinate praterie di spinifex, cespugli taglienti presenti ovunque.  La forma ordinata e molto definita a guisa di istrice verde (o meglio echidna, per essere coerenti;-)) contrastante con la terra rossa in cui crescono, fa somigliare il tutto a un'ordinata aiuola di giardino botanico.



E  il vento è finalmente caldo caldo!


Il fiume De Grey ci ha accolto al tramonto...





Quale benvenuto migliore?

Buona Notte




Ningaloo Reef e Cape Range National Park

Oggi abbiamo raggiunto la cittadina di Exmouth, la porta d'accesso al Ningaloo Reef e Cape Range National Park, che sono poi lo stesso comprensorio. Sveglia all'alba, arrivati per le 9.40, siamo subito entrati nel parco dopo aver trovato un campeggio. Il Cape Range National Park è solcato da una strada lunga una novantina di chilometri, a destra ci sono le baie e le dune di sabbia bianca, mentre a sinistra i canyon e le gole in cui fare trekking. In mezzo, un'infinità di canguri, emu, echidna, ma davvero un'infinità. Stamattina abbiamo visitato le baie principali in cui fare snorkelling. Il reef infatti è uno dei più vitali al mondo e il parco è una sorta di acquario naturale. Oggi le condizioni però non erano delle migliori; è tornato il sole, ma è rimasto il vento, che ha reso le piscine naturali delle baie un po' meno piscine. Anche in assenza di vento, tuttavia, l'oceano qui è caratterizzato da forti correnti, quelle che chiamano rip currents, le correnti di risacca, con numerosi cartelli che invitano alla cautela. Le bianche onde dell'oceano che si infrangono sul reef esterno, rovesciano il proprio carico d'acqua nelle lagune interne la barriera, facendolo poi defluire e trascinando ogni tanto con sé qualche nuotatore inesperto o troppo fiducioso. L'alta marea, che oggi c'era, così come il vento che gonfiava l'oceano, sono considerate condizioni avverse. Detto questo, dato che almeno una decina di persone erano in acqua e non sarei stata sola, ho deciso di provare. Quindi mi sono bardata con muta, stivaletti e guanti, maschera, snorkel e mi sono tuffata. L'uomo ha abbandonato definitivamente l'impresa, di cui comunque non era mai stato troppo convinto, davanti al cartello del visitor center in cui si informava la gentile clientela circa l'avvistamento di tre esemplari di medusa irukandji fuori stagione nelle acque del parco. Ho scelto quella che viene chiamata 'drift pool'; come dice il nome, si entra in acqua in un punto ben preciso, si nuota 50 metri al largo per raggiungere il margine interno della barriera e poi ci si lascia trasportare (drift' appunto) qualche centinaio di metri dalla corrente che spinge verso nord, per uscire in un altro punto preciso da non sbagliare assolutamente, pena finire nella 'danger zone', dove sei tirato sotto e puoi salutare tutti i tuoi compagni di snorkelling. C'è anche un illuminante cartello che più in basso allego. La precisione dell'indicazione fa sì che se proprio non sei del tutto incosciente, e/o davvero poco pronto, tu non possa sbagliare.
E infatti per fortuna non ho sbagliato. La varietà di pesci, spugne e colori dei coralli è una cosa indescrivibile, anche se io non ho osato nuotare oltre il margine, in quanto non avevo le pinne, considerate obbligatorie dal suddetto cartello, quindi mi sono tenuta all'interno in maggiore sicurezza. 
Avevo pescioni bianchi e azzurri che nuotavano in banco sotto e intorno a me seguendomi, davvero bellissimi!
Dopo una doccia bella calda in camper a pochi metri dalla spiaggia e una buona pasta, abbiamo raggiunto la gola dello Yardie Creek, che segna la fine della strada asfaltata nel parco. Da lì in poi ci sono solo piste 4WD sulla sabbia per una settantina di chilometri, fino a raggiungere Coral Bay, la località dove abbiamo pernottato ieri. 
Il rientro a Exmouth al calar del sole ci ha regalato il risveglio di tutta la fauna locale, che durante il giorno non è molto attiva e preferisce la pennica sotto l'alberello. Purtroppo le foto migliori sono sul telefono del consorte e stasera non riusciamo a trasferirle, quindi le vedrete a casa. Intanto metto quelle che ci sono a disposizione. Ma quelle scattate più da vicino ai canguretti non sono qui:-((

Per strada ovunque enormi termitai...


La prima baia del Ningaloo Reef



In lontananza potete vedere le onde dell'Oceano Indiano che si infrangono sulla barriera esterna... il rumore prodotto è fortissimo anche dalla spiaggia






Ecco il cartello, io ho nuotato nella baia a sinistra, la 'drift pool'. La barriera è davvero vicina... come resistere?

Non sono (solo) conchiglie...

Sono coralli!!



Lo Yardie Creek è diviso dall'oceano da una banchina sabbiosa. Qualche anno fa sono piovuti due metri in 24 ore (!!!!) e il livello dell'acqua ha sommerso la banchina di sabbia unendo Creek e oceano per ben tre anni, prima di abbassarsi nuovamente.



Il rientro tra gli emùuuuuu......



Girano sempre in due... i caramba del bush;-))



E i canguri... ne abbiamo visti a decine tanto da dover percorrere la strada a 40 all'ora non solo per fotografare, ma anche per poterlo raccontare. La sfida della serata è stata 'Try not to kill the kangaroo hopping in front of you!' 


Le foto più belle le vedremo in compagnia... ma almeno un'idea...