Oggi abbiamo lasciato il Litchfield National Park dopo la visita alle Tolmer Falls, che abbiamo scoperto essere non balneabili, in quanto area dedicata al delicato habitat di una particolare specie di pipistrelli, gli orange leaf-nosed bats. Abbiamo percorso il sentiero che costeggia il creek prima del salto nel vuoto e ci siamo poi spostati verso la zona dei termitai per assistere al talk del ranger. Il signore è un entomologo e ci ha detto cose davvero interessanti sulle costruzioni e sulla vita di questi esserini bianchicci e filiformi... sarà la somiglianza che me li rende simpatici ;-)
Verso metà giornata abbiamo poi raggiunto Darwin e l'ultimo pranzo in camper è stato esattamente come il primo: pollo arrosto nel parcheggio del supermercato. Domani alle 11.30 ci separeremo dal nostro compagno di avventura perché per i due giorni rimasti in città affitteremo un monolocale, e già ci prende la malinconia. Il mio timore che la vita in camper alla lunga diventasse faticosa dati gli spazi ridotti si è rivelato del tutto infondato, tanto più considerando il fatto che questo è un furgonato, nemmeno un vero camper, e ha comunque i suoi limiti, essendo un noleggio; se di proprietà ognuno se lo gestisce come meglio crede e lo attrezza per le sue esigenze. Comunque, io che soffro abbastanza di insonnia, qui ho dormito serenamente avvolta dalla natura in luoghi meravigliosi e sono stata davvero bene anche fisicamente (gastroenterite a parte). La certezza di vivere ogni giorno al massimo mi ha fatto sentire viva e felice come non mai. Per me il famoso aforisma di Einstein è verissimo: se voglio stare in equilibrio, devo proprio muovermi, in ogni senso.
Il confronto con una vacanza self-drive simile, anche se leggermente più breve, negli U.S.A. con macchina e motel sulla via, ci ha visti molto più rilassati e mai stanchi qui in Australia, sapendo di avere tutto ciò che ci serve a disposizione e di non dover sbarcare i bagagli ogni notte in un porto diverso. La cucina sempre aperta poi, con le sfide alimentari che l'intolleranza al glutine e al latte di mucca comporta, è stata impagabile. Abbiamo comunque rispettato in linea di massima le tappe stabilite, avendo un aereo da prendere martedì, ma davvero nessuna stanchezza. Francamente non concepiamo più altro modo di girare paesi con distanze così grandi. La cosa da considerare è anche che sulla strada percorsa non sono mai mancati i camps e caravan parks in ogni microscopico centro abitato anche da sole 200 persone, data l'affluenza costante dei grey nomads e data anche la passione per il campeggio della nazione, ma sono stati molto rari gli hotel e i motel, limitati alle cittadine più grandi.
Nel pomeriggio abbiamo passeggiato per le vie centrali di Darwin, una rilassata città tropicale con una bella zona che è definita waterfront, ma 'the water in front' non è esattamente l'oceano, piuttosto una sorta di laguna balneabile rubata al mare, al riparo dai coccodrilli e dalle box jellyfish, le letali meduse che infestano i lidi locali. È inoltre in corso il Darwin Festival, ricco di eventi musicali e artistici; oggi siamo solo passati brevemente per il parco della città storica brulicante di gente, illuminato da centinaia di luci sugli enormi alberi e da grandi lanterne di carta dalle forme più varie, domani esploreremo meglio. Ora rassettiamo un po' e poi a nanna, che domani si trasloca.
Il palazzo del governatore. C'erano diversi matrimoni in corso, uno spettacolo, gente vestita in modo cosí buffo... per loro elegantissimi!






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