Saturday, August 3, 2013

Kununurra e Lake Argyle

Dato il lento viaggio di ieri, oggi ce la siamo presa comoda e, dopo la visita mattutina al Mirima National Park di Kununurra, abbiamo guidato altri 70 km per raggiungere Lake Argyle. Kununurra è una cittadina di 6000 abitanti, quindi un centro grosso per gli standard di queste zone. Essendo la principale città del nord-est Kimberly, che è zona di piantagioni, attira un buon numero di ragazzi europei che lavorano come stagionali per la raccolta di meloni. Ieri sera, infatti, la nostra piazzola improvvisata nel parcheggio di un campeggio, pur con luce e acqua, confinava con una casetta/bungalow di un'altra proprietà occupata da un gruppetto di ventenni francesi. Essendo venerdì, il sabato non devono trascinarsi a raccogliere all'alba, quindi è stato party time e, cosa che non abbiamo più vista dalla partenza, sigarette, una dopo l'altra, cancellando il profumo delle plumerie in fiore. The horror, the horror! Come potete immaginare, il vecchio continente non ci manca affatto. Il rispetto per le regole, la cordialità della gente che quasi prevede ciò di cui puoi avere bisogno con una affabilità straordinaria, ci mancheranno tantissimo, da noi sono merce rara, siamo realisti. Per fortuna eravamo distrutti e ci siamo addormentati comunque, complice il rumore bianco del frigo ;-)). 

Siamo arrivati a Lake Argyle verso le 11.30, trovando posto nel solo campeggio della zona, in cui termina l'unica strada. Non speravamo in tanta fortuna dato che non accettano praticamente prenotazioni, first come, first served. L'alternativa era trascorrere la giornata qui e poi guidare altri 80 km fino alla prossima area di sosta gratuita, il che avrebbe significato sia non vedere il tramonto sul lago, che non poter fare l'uscita in barca domani mattina alle 8. È andata davvero bene. Lake Argyle non è un lago naturale, ma artificiale, risultato di un'inondazione di vallate intere dovute allo sbarramento del fiume Ord. È talmente grande da essere classificato come 'inland sea'. In breve, tutto il paesaggio di colline e vallate simile a quello che abbiamo visto ieri, è stato sommerso fino a metà altezza delle colline, per poter rendere la regione terreno di piantagioni. La città di Kununurra è sorta di conseguenza. Purtroppo, l'idea di riempirsi le vallate di acqua per poi coltivare meloni, non sembra aver tenuto in alcun conto chi in tali vallate abitava da 40.000 anni e si è visto seppellire dall'acqua tutto ciò che conosceva, inclusi i luoghi di culto e di sepoltura. Domani vediamo se riesco ad avere qualche informazione in più dalla guida sulla barca circa la storia di chi abitava qui da sempre. Il paesaggio è molto spettacolare, non c'è dubbio, era già spettacolare quello di ieri senza uno specchio blu innanzi. Oggi pomeriggio abbiamo fatto qualche passeggiata e poi ci siamo rilassati nella famosa infinity pool del caravan park/resort...Tanto bella quando ghiacciata, c'è chi ha detto che era più fredda dell'acqua delle gole dei fiumi in cui aveva nuotato. Lo scenario straordinario mi ha fatto entrare ugualmente e, per poterci restare 20 minuti, ho dovuto nuotare di continuo al fine di evitare che sopraggiungesse l'ipotermia ;-). L'uomo come è entrato, così è uscito dopo 2 secondi, ma almeno ha potuto fotografare l'impresa. 
La cosa buffa erano gruppetti di grey nomads che arrivavano 4 a 4, e via dentro, con titubanza, non poche grida di terrore al contatto con il ghiaccio liquido, ma ben decisi. Una volta sott'acqua, se ne sono stati per oltre mezz'ora a chiacchierare tranquilli a bagno nel pack.

Rocce del periodo devoniano al parco Mirima a Kununurra.





La mimosa del bush in fiore


Lake Argyle e le colline sommerse


Il crepuscolo sul lago


...e la gelida infinity pool... Ho avuto per un attimo l'illusione di essere finita in una scena di 'Cocoon', con gli arzilli grey che si tuffavano e chiacchieravano nell'acqua ghiacciata.




























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